
Decimo album in uscita per Tricky, poliedrico artista che ha attraversato due decenni senza mai smettere di sperimentare e sorprendere.
A onor del vero la sua follia creativa l’ha portato spesso ad eccessi poco comprensibili e pesanti da digerire. Ad un primo ascolto però, in questo nuovo disco sembra aver fatto pace col cervello ed il suo sound oscuro e tribale torna ad essere riconoscibile e molto apprezzabile.
Naturalmente sempre per chi accetta una cifra stilistica fatta di genio e sregolatezza, lontana dai canoni pop.
Il disco esce il 28 maggio, qui sotto lo streaming integrale via Rolling Stone.

Tra gli over 70 c’è chi si prende cura dell’orto, chi fa tornei di briscola e chi guarda i lavori in corso.
Poi c’è Giorgio Moroder, che alla tenerà età di 73 anni si esibisce a NY nel primo dj-set della propria carriera.
Tornato alla ribalta grazie alla collaborazione con i Daft Punk, il buon Giovanni Giorgio si è divertito a riproporre le hit prodotte nei ’70s e naturalmente l’autocelebrativa “Giorgio By Moroder“, in questi giorni pluricitata in rete. Una bella prova di vitalità da parte di questa icona vivente della disco music, che nell’ultimo periodo è stato impegnato anche nella realizzazione di un pezzo per la colonna sonora di Racer, videogioco di Google.
Guardatevi la gallery della serata al Deep Space su Pitchfork e ascoltate il dj set tramite il player sottostante.
Quando penso ai !!! la prima cosa che mi viene in mente è la sfortunata sorte del loro batterista: morto nel 2009 cadendo dalla tromba dell’ascensore. Una sfiga degna del Darwin Award. Ma dopo la tragica fatalità, la band è andata avanti e pochi giorni fa ha pubblicato “Thr!!!er“, quarto album di studio. Si conferma la validità della loro dance intelligente, tra chitarrine funky, groove coinvolgenti e attitudine modaiola. Certo, il suono non è più fresco come appariva ai tempi di Myth Takes, ma nell’attesa che esca il nuovo Daft Punk è quanto di meglio ci sia per muovere il culo in 4/4.

Cosa deve fare una band italiana per avere successo anche all’estero? Probabilmente non cantare in italiano o magari non cantare affatto, come stanno dimostrando i Calibro 35.
La band milanese ha infatti appena concluso un mini-tour mondiale con successo ed è ormai di fatto un made in Italy d’esportazione. La conferma definitiva della bontà di questo collettivo l’ho avuta domenica sera, quando ho assistito all’ultima tappa del loro tour nella città meneghina.
Un live tiratissimo, completamente suonato dal vivo, senza l’ausilio di elettronica e con il calore della strumentazione vintage: mi sono spuntati i baffi a manubrio e le basette!
La mancanza di una classica forma canzone e di una voce vengono compensate alla grande da virtuosismi, stacchi e ripartenze, cambi di strumento e tanto, tanto sudore. A dire il vero, troppo sudore: il Biko si è rivelato location inadatta per un live di questo calibro (35); lo spazio angusto e sovraffollato si è presto trasformato un un invivibile girone infernale, rovinando in parte la serata a tutti, band compresa.
Ma tornando alla performance, è stata inappuntabile e di notevole spessore: con questa grande capacità di reinventare il passato e le capacità tecniche in loro possesso, sono convinto che i C35 faranno ancora più strada e non mi stupirebbe se uno dei loro pezzi prima o poi venisse scelto da Tarantino per una sua pellicola. Glielo auguro, insieme ad un consiglio: introdurre dei visual durante i loro show. Vista la natura cinematografica del sound, mi sembra infatti davvero imprescindibile la proiezione di immagini “poliziottesche” e affini come accompagnamento.
E adesso, vai con l’ascolto del loro ultimo disco!
Inevitabile e doveroso oggi è il tributo al concept album capolavoro dei Pink Floyd, che compie 40 anni e si conferma colonna portante e senza tempo dell’intera storia del rock. Oltre 42 milioni di copie vendute, 1000 settimane in classifica, innumerevoli tentativi di imitazione e punto più alto della carriera di Roger Waters e soci, The Dark Side Of The Moon è, per restare in tema, il passo di Armstrong sulla Luna rapportato alla musica. Riascoltiamoci allora questa pietra miliare, grazie al player di Spotify embeddato qui sotto. Purtroppo la prima traccia è misteriosamente “non disponibile”, quindi recuperatela su Youtube a questo link.
Thom Yorke, Nigel Godrich e Flea dei RHCP: gli Atoms For Peace, che tanto hanno fatto parlare nei mesi scorsi, svelano finalmente il loro disco. Si intitola Amok ed uscirà la prossima settimana, ma il leak sta già circolando, così come lo streaming, che trovate proprio qui sotto.

Con l’arrivo di Spotify in Italia, finalmente usciamo dal terzo mondo dello streaming musicale e d’ora in poi potremo ascoltare le playlist pubblicate dai siti di riferimento, senza romperci le palle con i proxy e cazzi vari. Dopo un paio di giorni di test lo sto trovando davvero soddisfacente: funzionalità radio ben sviluppata, qualità audio decente e un bel po’ di app, anche italiane, per ascoltare e scoprire nuova musica. Gli spot non sono poi così fastidiosi, anche se la versione Premium merita sicuramente di essere presa in considerazione. Non mi dilungo oltre perchè in questi giorni leggerete di Spotify anche sul gazzettino locale probabilmente, quindi passo all’embed della prima playlist: è in realtà la tracklist di “Fantasma”, nuovo dei Baustelle gentilmente offerto dall’app di Rockol.