Dopo Jam With Chrome, postato qualche giorno fa, un’altra wep app musicale mi sta facendo scimmiare come un Aphex Twin in acido: si tratta di The Infinity Jukebox, esperimento presentato al Mit di Boston, che utilizza un misterioso algoritmo fighissimo. La canzone caricata (o scelta dall’elenco) viene rappresentata graficamente da un loop circolare, con segmenti di diverse tonalità a seconda del beat e di altre caratteristiche sonore che compongono la traccia. Mandata in play verrà eseguita all’infinito, ma con variazioni random in basi a connessioni che rispettano tonalità e melodia del pezzo. Il bello però viene con l’interazione: è infatti possibile saltare da un blocco all’altro e giochicchiare con i vari “frames” utilizzando mouse e tasti freccia: una sorta di campionatore visivo, alla portata di tutti e con qualunque canzone esistente. Con Daft Punk, Justice o Ratatat diventa veramente addictive; ma la vera perla è sicuramente “Ski-Ba-Bop-Ba-Dop-Bop” di Scatman John!
D’accordo che creare attesa è un buon sistema per tenere alta l’attenzione e riscuotere più successo. Ma quelli di Blizzard devono aver affidato il marketing a Trenitalia, perchè sto aspettando l’uscita del terzo capitolo di questo gioco da oltre dieci anni! Giocavo a Diablo 1 e 2 quand’ero uno studente pischello e adesso mi ritrovo alla soglia del pre-pensionamento, o quasi. Detto questo, il momento è storico, perchè ci siamo: oggi Diablo 3 esce worlwide e il passato si riaffaccia con prepotenza. Questo è l’action-rgp che più mi ha “tirato dentro” in assoluto, con ampio scarto su tutti gli altri. Ricordo perfettamente le nottate trascorse incollato al monitor, complici un’atmosfera e degli effetti sonori davvero irreplicabili. E poi la sfida con gli amici per la crescita del proprio personaggio, gli albori dell’online gaming, la connessione lenta come un cammello.
Cose da geek lo so, ma forse qualche aficionados mi può capire e condividere il momento.
Probabilmente Diablo 3 arriva fuori tempo massimo e sicuramente niente potrà più essere come prima, per un milione di motivi. Ma la speranza è che giocandoci riesca, anche solo per un attimo, a riaprire quel vecchio slot mentale pieno di belle sensazioni. Vi farò sapere dopo un accurato test, spero prima di finire in rehab.
Il concetto di Guitar Hero, applicato ad un orinatoio: questa è più o meno l’idea alla base di Guitar Pee, creato da un’agenzia di comunicazione brasiliana e destinato a locali pubblici rock oriented. Tramite il proprio flusso di minzione è possibile comporre una melodia, che verrà poi condivisa sul sito di riferimento, dal quale tutti potranno ascoltarla. Conosco gente che potrebbe comporre un intero album, grazie alla quantità di birra bevuta. Spero solo che il naturale successore di quest’originale trovata non sia il Guitar Poo, altrimenti la cosa inizierebbe a farsi davvero malsana.
Bing, il noto motore di ricerca di Microsoft, non se lo incula quasi nessuno. E’ probabile invece che questo Binb, giochino basico ma veloce, diretto e divertente, riesca a guadagnare un pò di popolarità. E’ l’ideale per perdere tempo in un noioso venerdì pomeriggio; niente menate di registrazione, pubblicità, ecc. Si parte subito, inserendo un nickname e sfidando altra gente in rete nello stesso momento. In sequenza passeranno dei pezzi più o meno conosciuti, e si acquisiranno punti per quanti più artisti e titoli verranno indovinati, andando a salire mano a mano nel ranking generale. Occhio, è addictive. Naturalmente da fare senza l’ausilio di Shazam, a meno che non vi piaccia vincere facile ;)

Forse nato sulla scia di Biophilia, ecco un sequencer online in stile “organico” molto ben realizzato. Il funzionamente è piuttosto semplice: utilizzate la griglia e gli altri tools a disposizione per creare un beat che vi soddisfi e poi divertitevi ad interagire con strane forme di vita che si animano sulle vostre pulsazioni ritmiche. Infine, condividete il tutto tramite un semplice url personalizzato http://seaquence.org
Ecco qualcosa capace di ridurre ai minimi la vostra produttività: Otomata è un generative sequencer tra i più intuitivi e allo stesso tempo complessi che mi sia capitato di vedere. Non chiedetemi di spiegarlo tecnicamente, perchè non ho sufficienti skills da programmatore per farlo; vi basti sapere che selezionando le celle e posizionando le frecce in direzioni diverse, otterrete un flusso di sonorità randomico ma sempre più ipnotico e piacevole, che vi farà sembrare dei novelli Brian Eno, a dispetto del miracoloso algoritmo che c’è dietro. Tramite il tasto “Copy piece link” è anche possibile condividere la propria creazione con gli altri e presto arriverà la versione mobile, per iOS e Android. Che aspettate a smanettarci allora?
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