
40 anni fa usciva lo storico concept album di David Bowie, “The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars“. Per celebrarlo riportiamo qui la cover interattiva realizzata dal NME e lo streaming integrale del disco, che per l’occasione è uscito in una nuova edizione ri-masterizzata.

L’artista e graphic designer David Marsh, utilizza i colori Pantone di Illustrator per riprodurre in stile ascii art le cover più celebri della storia della musica. Su Creative Review la gallery completa.
Prima di buttarvi nell’infinità di classifiche di fine anno che già iniziano ad infestare il web, date un’occhiata a questa chart dall’inverso criterio stilata da Pitchfork. Trattasi di argomento già trattato su questo blog, ma qui relativo al solo periodo degli ultimi 12 mesi: ecco infatti le peggiori copertine di album pubblicati nel corso del 2010. Non tutte, devo dire, così oscene. Molte a mio avviso travisate dal solito supponente P4K. C’è però anche roba da far storcere il naso, in primis quella che per me è in assoluto il top della bruttezza: l’artwork delle CocoRosie. Sarà che mi stanno sul culo già loro, sarà l’assurdo trucco, la vacuità degli sguardi o la scelta della font. Fatto sta che quest’immagine mi fa proprio cagare all’ennesima potenza!
Le blog de Bango propone una gallery con 60 tra le migliori loncandine della Blaxploitation, un periodo cinematografico che resta tra i più stilosi ed affascinanti di sempre, anche a livello musicale. La visione di questa “niggallery” è quindi da accompagnare con un pezzo adeguato, nella fattispecie l’intramontabile tema di “Shaft”, scritto dal grande Isaac Hayes.
Piccole cover crescono. Vi ricordate quella del primo disco degli Arctic Monkeys, dove campeggiava il faccione sfatto del loro amico Chris McClure con una paglia in bocca? Ecco, proprio lui ora si è stancato di essere riconosciuto solo per quella foto e ha deciso di mettersi in gioco formando a sua volta una band: i Violet May. Il video del loro primo singolo è già disponibile e devo dire che il pezzo non è niente male. Forse alle scimmiette artiche conveniva tirarlo dentro nel gruppo, anzichè sfruttarlo per la sua tossica fotogenicità!
Click su “Read more” per vedere la clip di “Bright or Better”, girata in un locale di lap-dance londinese. [via]