E’ indubbio che il mondo pulluli di fan dei Red Hot Chili Peppers e che la band americana sia largamente mainstream. Detto questo, vi sembra plausibile la loro frequenza di passaggio su Virgin Radio? In media due volte su tre in cui mi sintonizzo, mi trovo ad ascoltare un pezzo dei RHCP e per giunta scelto tra le solite quattro/cinque top hits già ascoltate alla nausea. Potrei lagnarmi di speaker a dir poco imbarazzanti o di jingle patetici che mi vogliono far credere nella “prima radio con uno stile unico”, ma mi limito per ora a questo unico e pur fastidioso dettaglio.
Caro Ringo, o chi per lui decide cosa mandare in onda durante la giornata: mi sono davvero scartavetrato i coglioni e credo di non essere l’unico; o dichiarate una palese partnership con Anthony Kiedis e soci, oppure datevi un calcio nel culo da soli e toglieteli dall’heavy rotation! Cosa cazzo devo fare per sentire qualcosa di nuovo e fresco, anzichè la solita Californication trita e ritrita? Fare una petizione pubblica su Avaaz? Portare in piazza la gente con i forconi? Arrendetevi, siete circondati!1!!1
Nel prossimo sfogo, troverete: “come scegliere e mandare in onda le cover più merdose mai prodotte”.
(Nella gif, il capitano Kirk dopo aver acceso la radio dell’Enterprise su Virgin)

Notizie e riflessioni di un tedioso mercoledì pomeriggio:
“La Siae ha circa 780 milioni di debiti nei confronti degli associati, ovvero degli autori ed editori che dovrebbe tutelare” [Rockit] – Quindi fatemi capire: oltre ad essere una società succhiasangue, retrograda e monopolista, è anche del tutto inefficiente? Dovete morire male!
E mentre a noi sprofondiamo nell’abisso, in Uk approvano il Live Music Act, legge che prevede l’eliminazione della licenza per organizzare concerti in luoghi di piccole dimensioni [Nme]. Ok a quando l’annessione al Commonwealth? Seriamente.
In tutto questo ci si mettono anche un nuovo album dei Killers che non sono riuscito ad ascoltare fino in fondo per sopravvenuto fastidio, un nuovo singolo degli Aerosmith da prolasso di maroni, ed è persino uscito un libro scritto dal cantante dei Negramaro! WTF!
Prima di spararmi nei coglioni, passo alle cose belle. Che per fortuna non mancano. I Fake P regalano un singolo; i Numero 6 un Ep; il disco degli Alt-j è notevole e si ascolta qui; C’è un nuovo singolo dei Soundgarden; Neil Young lancia un nuovo lettore mp3 (sì, quel Neil Young); E infine, Iggy Pop: spacca ancora i culi, come dimostra il suo ultimo live a Firenze.
Direi che abbiamo materiale per consolarci, insomma. Nel caso ancora non vi bastasse, sappiate che c’è sempre chi è messo peggio: ad esempio questi disadattati giapponesi che vanno in giro con un bagel in fronte (vedi foto in alto).
Salviamo Giuliano Palma! Con ogni probabilità dev’essere ostaggio della mafia discografica, che minaccia di estirpargli le corde vocali con un punteruolo. Oppure potrebbe esser stato rapito dagli alieni di Sara Tommasi e sotto l’effetto di qualche strana droga, costretto ad incidere in stato confusionale.
Queste sono le spiegazioni più plausibili all’inarrestabile declino artistico di GP, ormai diventato l’ombra di se stesso. Ripercorriamo brevemente le tappe: dal 1987 al 1999 è un crescendo: frontman e voce dei Casino Royale, band capofila di una eclettica e creativa scena italiana culminata nello splendido disco CRX. A quel punto inversione di tendenza: un disco solista all’acqua di rose e l’inizio del side project Blubeaters, che ci frantuma le palle per dieci anni con le stesse marcette ska. Seguono alcuni discutibili duetti ad uso e consumo radiofonico e si arriva all’estate 2012: punto di non ritorno, che vede GP prestarsi ad un featuring per il singolo “Pes” scritto dai Club Dogo. E’ un incubo. Qualcosa deve aver deviato la linea temporale, portandoci in un universo parallelo Biff Tannen-centrico. Datemi una DeLorean! Scherzi a parte, la situazione è seria. Se qualche trentenne nostalgico degli anni ’90 come me lo avvista, per cortesia gli fornisca assistenza prima che accada l’irreparabile e si metta a collaborare con Apicella o peggio, si butti in politica. Sento che non potrei sopportarlo.
Se ne parla da almeno cinque anni, ma ora è giunto il momento. Sta per uscire nelle sale la versione cinematografica di “Cronache del Rum“, delirante quanto geniale romanzo del nostro beniamino Hunter Thompson. Il protagonista e alter ego dello scrittore sarà naturalmente Johnny Depp, già interprete del cult “Paura e delirio a Las Vegas” ma soprattutto vero amico ed esecutore delle ultime volontà di H.T.
Pare che Depp sia entrato molto bene nella parte: qualche giorno fa é stato pizzicato dai fotografi in una pausa dal set completamente ubriaco.
Per chi non avesse letto il libro, si parla di un giornalista americano che negli anni ’50 si trasferisce a Portorico per lavorare in un quotidiano locale; ma sull’isola cade presto in un vortice di alcool, donne, e stravizi di ogni genere, dovendo così lottare per recuperare e mantenere una parvenza di normalità e soprattutto, il suo lavoro. Insomma, se amate il genere ci sarà da farsi grasse risate… con buona pace di quei cazzoni di giornalisti che un paio di settimane fa hanno additato quel presunto black bloc perché sul suo profilo Facebook indicava “Paura e delirio” come film preferito.
Ma é mai possibile che nel 2011 ci sia ancora chi incolpi un film o un videogame per la merda che ha nel cervello certa gente? Scavate più in profondità, oppure cambiate mestiere.
E dopo questo piccolo sfogo, ecco una citazione dal libro e poi, il trailer.
«Mi sono svaccato sulla sedia e ho ripreso a trincare. Il cuoco in cucina faceva un casino d’inferno e per qualche ragione il pianoforte si era zittito. Dall’interno arrivava una gnagnera in spagnolo, un sottofondo incoerente a quei pensieri senza capo nè coda. Per la prima volta ho avuto la sensazione di trovarmi in un Paese straniero, la vera distanza che avevo messo tra me e il mio ultimo domicilio. Non c’era motivo di sentirsi sotto pressione, ma non ci potevo fare niente: l’oppressione dell’afa e del tempo che passa, una tensione indolente che, nei posti dove la gente suda per ventiquattr’ore al giorno, continua a salire»
Prima di buttarvi nell’infinità di classifiche di fine anno che già iniziano ad infestare il web, date un’occhiata a questa chart dall’inverso criterio stilata da Pitchfork. Trattasi di argomento già trattato su questo blog, ma qui relativo al solo periodo degli ultimi 12 mesi: ecco infatti le peggiori copertine di album pubblicati nel corso del 2010. Non tutte, devo dire, così oscene. Molte a mio avviso travisate dal solito supponente P4K. C’è però anche roba da far storcere il naso, in primis quella che per me è in assoluto il top della bruttezza: l’artwork delle CocoRosie. Sarà che mi stanno sul culo già loro, sarà l’assurdo trucco, la vacuità degli sguardi o la scelta della font. Fatto sta che quest’immagine mi fa proprio cagare all’ennesima potenza!
No ma vogliamo parlare del singolo natalizio dei Killers? A me pare agghiacciante e lo riporto qui solo per sottoporlo anche al vostro sdegno e/o ludibrio. Va bene che non reggo la stucchevole (e per giunta anticipata) atmosfera natalizia e tutto quel che ne consegue, ma qui l’oggettiva sgradevolezza è credo insindacabile. Voterei la sfiducia a Brandon Flowers, oltre al nostro governo, per costringerlo a tornare sui giusti binari degli esordi. Ma ormai mi sa che quel fottuto mormone è irrecuperabile. [via]