Tom Waits pubblicherà in un’edizione limitata il suo libro “Seeds On Hard Ground”, attraverso il proprio sito web, in collaborazione con la Anti Records al fine di raccogliere fondi per i senzatetto. Il testo consisterà in una lunga ballata lirica che parla di coloro che camminano, che sono caduti o che sono stati spinti ai margini della società. La data di pubblicazione è il 22 febbraio 2011.
E’ vero, il tempo dei regali è ormai finito, ma nel caso qualcuno abbia ancora l’insano desiderio di fare un regalo a qualche amico fan degli Smiths e del loro frontman, l’amato/odiato Morrissey, il libro L’importanza di essere Morrissey fa al caso suo. Uscito lo scorso dicembre, il libro contiene 28 conversazioni dal 1983 ai giorni nostri, in cui il Nostro si mette (figurativamente parlando) a nudo. La sua figura, così controversa ed ambigua, è analizzata dalle più svariate sfaccettature: si passa dalla passione per Oscar Wilde e James Dean ai temi dei suoi testi, la lotta contro gli abusi sugli animali ed il rapporto con il sesso e la politica. Tutte le particolarità, le ossessioni, le bizzarre abitudini di uno dei “charming man” degli anni ’80 raccolti per ISBN Edizioni.

“Gli eroi, quelli veri, non invecchiano. E allora cosa c’è di meglio di una vita a fumetti per eternare un mito, per esplicitare ancora di più e meglio come i Beatles siano stati in tutto e per tutto anche una creatura ultraterrena, sospesi, dopo il micidiale successo planetario dei Sixties, in una sorta di bolla fuori dal tempo? Renderli cartoon, personaggi e simboli senza età, senza rughe né smagliature e addirittura fenomeni impossibili da scalfire attraverso al loro stessa arte”. Esordisce così Enzo Gentile nella prefazione di “Beatles a Fumetti”.
E’ uscito il 10 novembre il primo volume che raccoglie tutti i fumetti con soggetto la band di Liverpool più amata di sempre. Una sorta di trasposizione che ci rimanda immediatamente al lungometraggio del 1968 “Yellow Submarine”, una chicca per i Beatlesmaniaci di tutto il mondo. Edito da Skira, “Beatles a fumetti” racchiude vignette provenienti da Canada, US, Australia, Svezia, Francia, Sudafrica, Giappone ed Italia, accuratamente selezionati da Enzo Gentile e Fabio Schiavo. 240 pagine a colori ricche di note atte a ripercorrere la storia dei Beatles in una biografia illustrata del tutto singolare.

Copertina con retrogusto anni Novanta, titolo azzurro su sfondo rosa e un layout che strizza l’occhio all’era delle – ormai compiante – cassette musicali, con Lato A, Lato B e “traccia fantasma”. Questa è la breve descrizione di Tiamottì!, volume edito da Arcana e curato da Andrea Provinciali (pp. 157, 16,50 euro). Il libro raccoglie la trasposizione a fumetti di dodici canzoni d’amore – rigorosamente made in Italy. Il titolo prende spunto da Tiamottì di Tamburini e Liberatore, illustrato e scritto per Cannibale nel 1978 e a sua volta ispirato alla celeberrima canzone di Umberto Tozzi. Possiamo trovare De Andrè, Paoli, Tenco, Battiato (con il capolavoro La Cura) e due nomi noti al pubblico rock nostrano quali Marlene Kuntz (Nuotando nell’aria) e Afterhours (Ci sono molti modi). Non mancano neppure i Diaframma, i Cccp ed i Disco Pax.
Un interessante esperimento di pura sperimentazione musico-fumettistica che potrebbe portare ad eventuali futuri progetti e perchè no dare i natali ad un nuovo genere fumettistico.

Centoquarantasette ricette consigliate da alcuni tra i più famosi rappresentanti del genere metal. Il musicista Steve “Buckshot” Seabury è riuscito nel suo intento di raccogliere alcuni ghiotti segreti culinari di artisti quali Zakk Wylde dei Black Label Society, gli Antrax, Rex Brown dei Pantera, i Megadeth, Mark Morton dei Lamb of God, Lita Ford, Ron Thal dei Guns ‘N Roses, i Type ‘O Negative e i Twisted Sister.
Seabury ha dichiarato: “Alcune delle band non volevano farlo, perché pensavano che i fan non avrebbero apprezzato. Forse perché cucinare non è una cosa da metallari. La maggior parte invece hanno accettato subito”. Per rimanere in tema il libro sarà suddiviso in sezioni che richiamano l’esperienza live ‘on stage’: partendo con gli “Opening Acts” (antipasti), si procede con gli “Headliners” (portate) ed “Encores” (dessert).
Il libro uscirà in formato cartaceo in Inghilterra il 16 novembre per Simon & Schuster e sarà disponibile anche in formato e-book.
Buona lettura e buon appetito.

Sono molto i cantanti che incontrano fortuitamente la tortuosa via della letteratura in sparuti episodi. Altrettanti sono coloro che fanno di tale incontro una costante, tanto da essere incoronati a veri e propri poeti della musica, cantautori in grado di evocare una potenza lirica inaspettata. Tra di essi spicca Robert Allen Zimmerman, meglio conosciuto come Bob Dylan, del quale gli incontri con l’universo letterario sarebbero in grado di riempire interi volumi – anzi, lo hanno già fatto.
Per non peccare di ingordigia inizieremo con uno dei più recenti ed eclatanti episodi. Il menestrello di Duluth, cittadina industriale del Minnesota, non ha mai nascosto il suo virtuosismo nei diversi campi dell’arte quali il cinema, la poesia, la scrittura e la pittura (non iniziate a scalpitare, ci sarà tempo per ogni cosa).Dylan nella sua carriera ha ricevuto i più disparati riconoscimenti come l’Oscar per Things have Changed in Wilder Boys ma ancora più eclatante fu il Pulizer alla carriera nell’aprile del 2008 . Per chi ne fosse all’oscuro il premio, intitolato all’editore Joseph Pulitzer, è il più prestigioso dei premi per il giornalismo negli Stati Uniti.
Primo cantante rock a ricevere tale onorificenza a 66 anni gli fu assegnato il premio a motivazione del “profondo impatto avuto sulla musica popolare e la cultura americana attraverso composizioni liriche dallo straordinario potere poetico”. Solo il jazzista John Coltrane ed il compositore George Gershwin riuscirono prima di lui ad ottenere il premio speciale.Da due anni a questa parte si ipotizza una possibile candidatura al Nobel per la Letteratura (voci sempre più screditate, soprattutto dopo la notizia petizioni più assurde per candidare personaggi come Matt Groening, creatore dei Simpsons).
Non ci resta che attendere.
Rock On
Joker

Gli incontri tra letteratura e musica possono accadere nei luoghi più inaspettati, come nelle oscure profondità di Mordor tra hobbit ed elfi.
I più scettici non dovranno fare altro che prendere il testo di Ramble On dei Led Zeppelin per sfatare ogni dubbio.
“It was in the darkest depths of Mordor
I met a girl so fair,
But Gollum and the evil one
Creapt up and slipped away with her.
Ain’t nothin’”
(Ramble On – Led Zeppelin)
Forse non tutti sanno che mentre Jimmy Page si lasciava incantare dall’occulto e la magia Robert Plant era un appassionato di cultura celtica, libri fantasy ed in particolare di uno scrittore: J.R.R. Tolkien.
Con un’accurata lettura è possibile riscontrare diversi riferimenti nei testi dei Led Zeppelin a Tolkien e in particolar modo alla trilogia del Signore degli Anelli. Nella citata Ramble On, ad esempio, Plant canta del viaggio di Frodo Baggins verso Mordor e degli incontri che egli fece nel proprio cammino. C’è il malvagio ed imprevedibile Gollum, la giovane Arwen (I met a girl so far).
Anche in The Battle of Evermore è possibile ravvisare una fitta rete di riferimenti all’opera di Tolkien.
“The Queen of Light took her bow
And then she turned to go,
The Prince of Peace embraced the gloom
And walked the night alone.
Oooh dance in the dark of night,
Sing to the morning light.
The Dark Lord rides in force tonight
And time will tell us all.”
(The Battle of Evermore – Led Zeppelin)
Qui la Regina di luce sarebbe la regina degli elfi Galadrien, presente nella saga come anche in altre opere di Tolkien. Il Principe della pace è Frodo, che con il fidato Samwise Gamgee si dirige verso Mordor per distruggere l’anello. Un’altra interpretazione attribuisce questo appellativo ad Aragon, mentre il Dark Lord è il grande nemico dei protagonisti, il perfido Sauron. Si citano inoltre luoghi e avvenimenti come i Campi del Pelennor, la battaglia del Fosso di Helm e Le Due Torri.
Sono state segnalate allusioni a Tolkien e le sue opere anche in canzoni quali Kashmir No Quarter oppure Misty Mountain Hop.
I Led sono solo uno dei tanti gruppi che fu influenzato dallo scrittore e la sua trilogia, tra gli altri basti citare il gruppo black metal Gorgoroth che prende il nome dall’omonimo altopiano di Mordor.
A voi il compito di trovare le altre (innumerevoli) citazioni tolkieniane che costellano il panorama musicale.
Rock On
Joker