
Dall’idea di due modenesi cresciuti a pane e Ferrari, è nata iXoost, una dock station ricavata da collettori di scarico di auto sportive ad 8, 10 o 12 cilindri. Sicuramente un bel modo per portare il valore dell’artigianalità italiana all’interno delle nuove tecnologie, anche se di fatto quest’oggetto rimarrà destinato a pochi: i prezzi partono infatti da 5mila euro. [via]

E’argentino, ha pochi capelli e fa cose miracolose. No, non si tratta del nuovo Papa ma di Ezequiel Galasso, artigiano che realizza chitarre elettriche partendo da vecchi skateboard. Su Whudat trovate una gallery delle sue creazioni ed un video. Tra l’altro, qualcuno aveva già pensato di riciclare gli skate, ma facendoli diventare occhiali da sole.
Immaginate un equalizzatore a cui per ogni cursore è associato uno dei vostri amici, con tanto di fotina. Muovendoli, dosate lo streaming musicale proveniente da ciascuno di essi e create una social radio su misura. Questo è quanto promette di fare l’app EQuala, disponibile su App Store e Android Market. Dico promette perchè sul mio smartphone l’app misteriosamente non è installabile. Perciò non vado oltre nella descrizione, perchè non ho potuto testarla. Onestamente spero che questa funzionalità venga integrata in Spotify ed EQuala si fotta! :)
La Big Boss Brewing Company ha prodotto un videogame coin-up che premia il vincitore di una sfida con bicchierate di birra. Fosse esistito qualcosa del genere nei primi anni ’90, probabilmente avrei la pancia di Homer o sarei già schiattato di alcolismo. Al momento questo aggeggio si trova solo nella sede del birrificio in North Carolina, ma se questa modalità dovesse diffondersi potrebbe essere il riscatto dei videogiochi da bar: basta con stì cazzo di videopoker, vogliamo il beercade! [via]

Che i film di Tarantino siano zeppi di riferimenti, citazioni ed omaggi, non è una novità. Ma per scovarli tutti ci vogliono tempo e spirito d’osservazione. Ad esempio, guardando Django Unchained chi si era accorto che il personaggio interpretato da Don Johnson fosse ispirato allo Sceriffo Gus del telefilm anni ’80 Matt Houston? Questa ed altre decine di particolari da oggi le potete trovare in “Quentin Tarantino: The Definitive Guide To Homages, Influences And References“: 179 pagine in cui vengono analizzate meticolosamente tutte le sue pellicole, cercando di scovare anche la più piccola analogia. Complimenti a chi si è fatto questo sbattone, Tarantino dovrebbe premiarlo scritturandolo per il prossimo film e magari farlo morire in una scena con esagerati spruzzi sangue.
Nell’immagine in alto, un collage di scene pseudo-fetish che ben riassume la passione di T. per le estremità femminili. P.S. Ma Uma Thurman che brutti piedi ha?

Esiste qualcosa di più geek di questo Floppy Disk Coffee table? Meraviglia!
Dopo Jam With Chrome, postato qualche giorno fa, un’altra wep app musicale mi sta facendo scimmiare come un Aphex Twin in acido: si tratta di The Infinity Jukebox, esperimento presentato al Mit di Boston, che utilizza un misterioso algoritmo fighissimo. La canzone caricata (o scelta dall’elenco) viene rappresentata graficamente da un loop circolare, con segmenti di diverse tonalità a seconda del beat e di altre caratteristiche sonore che compongono la traccia. Mandata in play verrà eseguita all’infinito, ma con variazioni random in basi a connessioni che rispettano tonalità e melodia del pezzo. Il bello però viene con l’interazione: è infatti possibile saltare da un blocco all’altro e giochicchiare con i vari “frames” utilizzando mouse e tasti freccia: una sorta di campionatore visivo, alla portata di tutti e con qualunque canzone esistente. Con Daft Punk, Justice o Ratatat diventa veramente addictive; ma la vera perla è sicuramente “Ski-Ba-Bop-Ba-Dop-Bop” di Scatman John!