
Probabilmente il nome Arturo Vega non vi dirà granchè, ma questo signore appena deceduto all’età di 65 anni, è stato il creatore dell’iconico logo dei Ramones. Un simbolo che ho orgogliosamente sfoggiato sulla T-shirt per anni e che per un periodo pensavo addirittura di tatuarmi. L’idea deriva dal sigillo ufficiale del Presidente degli Stati Uniti, con alcune modifiche: un ramo di melo al posto dell’ulivo e l’aquila che stringe una mazza da baseball anzichè le frecce del Sigillo. Inoltre sul rotolo dell’aquila era presente Look out below, sostituito con Hey, ho! Let’s Go! [Fonte].
Semplice ma geniale, irriverente e punk: un logo che riassume e rappresenta perfettamente la band nuiorchese. Dal momento che il povero Arturo non ha neanche una voce di Wikipedia dedicata a lui, gli rendiamo onore almeno con un post. Corredato ovviamente da una bella playlist di Spotify.

Ho da poco terminato di riguardarmi I segreti di Twin Peaks, serie Tv di David Lynch che a suo tempo mi ero perso e che, a distanza di vent’anni, mi ha folgorato.
E cosa mi regala quel geniaccio di regista dal ciuffo ribelle? Un pezzo, con voce da Lykke Li, molto molto simile a quello cantato da Julee Cruise in una puntata di Twin Peaks.
Suggestioni come se piovessero. Pelle d’oca. E la bellezza di sapere che il 16 luglio uscirà “The Big Dream”, il nuovo album di questo immenso artista: spesso incompreso o incomprensibile, ma solo perchè di un altro pianeta a livello creativo.
Tredici concerti, 12 città, oltre mezzo milione di spettatori attesi e tanta, tanta musica da distribuire come fossero mazzetti di fiori, in giro per quest’Italia così avvolta nelle sue contraddizioni e nelle sue polemiche. Sembra proprio voler essere un antidoto al malumore questo “Back up tour 2013” che Jovanotti si appresta a portare in giro per il Bel Paese a partire dagli inizi di Giugno. I biglietti per il concerto di Jovanotti sono probabilmente i più richiesti tra tutti gli eventi previsti per l’estate 2013.
Venti anni di carriera alle spalle: una carriera lunga che però sa ancora trovare le sue “prime volte”. E, per questo “Back up tour 2013”, la prima volta in questione sono proprio gli stadi, una vera novità per Lorenzo, solitamente abituato ad esibirsi all’interno dei palazzetti. La possibilità di esibirsi davanti a un pubblico più vasto ha attirato fan da ogni parte di Italia e i biglietti vanno letteralmente a ruba su Ticketbis. Un pubblico più grande e con più grandi aspettative che Jovanotti cercherà di non deludere proponendo uno spettacolo di suoni ed effetti senza precedenti, grazie ad un mega impianto audio, che va abbracciare (fisicamente) anche il pubblico più lontano dal palco, consentendo a tutti, in questo modo, di percepire una acustica di altissima qualità. Sempre a favore dei più lontani è prevista la presenza di tre megaschermi che trasmetteranno le immagini del palco, con le sue luci, i musicisti, i balli e con tutta l’energia del grande protagonista: Lorenzo.
Un tour partito da Ancona e che lungo il suo cammino attraverserà in lungo ed in largo lo Stivale approdando in città come Bari (Arena della Vittoria il 11 giugno), e poi Bologna (Stadio Dall’Ara il 15 di Giugno), due volte a Milano (Stadio Meazza il 19 ed il 20 di giugno, e poi Firenze (Stadio Artemio Franchi il 23 di giugno), a Roma (Stadio Olimpico il 28 giugno), a Salerno (Stadio Arechi il 2 luglio), a Palermo (Velodromo Borsellino il 6 luglio), a Pescare (Stadio Adriatico il 10 luglio), a Padova (Stadio Euganeo il 13 luglio) e con ultima data a Torino (Stadio Olimpico il 16 di luglio).

Decimo album in uscita per Tricky, poliedrico artista che ha attraversato due decenni senza mai smettere di sperimentare e sorprendere.
A onor del vero la sua follia creativa l’ha portato spesso ad eccessi poco comprensibili e pesanti da digerire. Ad un primo ascolto però, in questo nuovo disco sembra aver fatto pace col cervello ed il suo sound oscuro e tribale torna ad essere riconoscibile e molto apprezzabile.
Naturalmente sempre per chi accetta una cifra stilistica fatta di genio e sregolatezza, lontana dai canoni pop.
Il disco esce il 28 maggio, qui sotto lo streaming integrale via Rolling Stone.

Tra gli over 70 c’è chi si prende cura dell’orto, chi fa tornei di briscola e chi guarda i lavori in corso.
Poi c’è Giorgio Moroder, che alla tenerà età di 73 anni si esibisce a NY nel primo dj-set della propria carriera.
Tornato alla ribalta grazie alla collaborazione con i Daft Punk, il buon Giovanni Giorgio si è divertito a riproporre le hit prodotte nei ’70s e naturalmente l’autocelebrativa “Giorgio By Moroder“, in questi giorni pluricitata in rete. Una bella prova di vitalità da parte di questa icona vivente della disco music, che nell’ultimo periodo è stato impegnato anche nella realizzazione di un pezzo per la colonna sonora di Racer, videogioco di Google.
Guardatevi la gallery della serata al Deep Space su Pitchfork e ascoltate il dj set tramite il player sottostante.
Come si fa a non adorare un Paese dove accendi la tv e trovi le previsioni del tempo fatte dai Tenacious D? Uno vorrebbe, ogni tanto, trovare un motivo per non mollare tutto e fuggire in Nuova Zelanda; un piccolo ma odioso dettaglio, qualcosa che possa far storcere il naso. Ma poi ti trovi notizie come questa, o quella dei parlamentari che cantano un inno Maori per festeggiare l’approvazione delle nozze gay. E allora niente, fanculo tutto: wannabe Kiwi, ora più che mai!